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  Discussioni:  Sbilanciamento Mandibolare/patologie degenerative: c'è correlazione e/o causalità(causa-effetto)?  Allora le mie &...
 Allora le mie "tesi" hanno un fondamento....cari medici!!!
 
 11/09/2008 21.54.19
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Allora le mie "tesi" hanno un fondamento....cari medici!!!
 Modificato Da Maurizio  su 11/09/2008 20.55.52)

Leggo in questo articolo del prof. Angelo Gandolfi :"

IPERTENSIONE NEUROGENA E CONFLITTI VASCOLARI CAUSA DI SINDROMI NEUROLOGICHE DEL TRONCO ENCEFALICO

NOVITA’ 2004 SUI CONFLITTI ‘VASCOLO-TRONCOENCEFALI (CVTE)’

E’ noto da anni che una compressione pulsante da parte dell’arteria vertebrale nel suo decorso endocranico o della arteria basilare sulle radici emergenti del nervo glossofaringeo e del nervo vago possono essere causative di una ipertensione arteriosa ‘neurogena’.
Questo sintomo prevede tuttavia che la compressione dell’arteria (una grossa arteria) debba prodursi anche a livello della superficie del bulbo in prossimità dell’emergenza dei predetti nervi,nella fossetta retro-olivare di sinistra. Diversamente dalla classica compressione pulsante di un vaso sull’emergenza dei nervi cranici, causativo di sintomi da iperfunzione/ipofunzione del nervo stesso, per il determinismo della ipertensione deve sussistere anche una compressione del tessuto nervoso.Chiameremo questa situazione: conflitto vascolo-troncoencefalico (CVTE). L’arteria comprime il tessuto nervoso sino creare un groove, cioè un proprio canale scavato nella sostanza nervosa,che viene pertanto compressa e deformata. Talvolta la deformazione da compressione pulsante è così elevata da indurre atrofia del tessuto o addirittura cambiamenti di disposizione di parte del tronco encefalo rispetto al suo normale asse, ad esempio rotazioni patologiche oltre che atrofia, indotte dallo stiramento dell’arteria e delle sue collaterali ‘agggrappate’ al tessuto,che pertanto risente della loro pulsazione,del loro allungamento e dei conseguenti cambiamenti di posizione.
Talora il tronco, specie il bulbo, sono ruotati,compressi e mostrano una emiatrofia dal lato in cui giungono a stretto contatto con le predette arterie. Queste, le arterie causative di compressione vascolo-troncoenecalica sono, in genere, congenitamente anomale e caratterizzate da: eccessiva tortuosità, nomalo allungamento, decorso irregolare. Vengono comunemente chiamate: dolicovertebrale e dolicobasilare (ad indicare il loro allungamento e tortuosità) o megadolicovertebrale e megadolicobasilare ad indicarne anche il calibro particolarmente largo.
La situazione anatomo patologica di un conflitto tra vaso e sostanza propria del sistema nervoso centrale, con deformazione di quest’ultimo, eventuale atrofia e indentazione da parte del vaso, nonchè sua rotazione lungo l’asse longitudinale del restante troncoencefalo oppure deviazione e spinta controlaterale rispetto all’arteria, è logico supporre possa innescare una catena di eventi neurologici a tipo ischemico, sia a carico dei nuclei dei nervi cranici che delle vie ‘lunghe’, cioè dei fasci nervosi sensitivi e motori che nel troncoencefalo decorrono per portarsi dal cervello al midollo spinale. Anche i nervi cranici che emergono dalla porzione di tronco coinvolta subiscono stiramenti (stretching),alterazioni di decorso (bending), modificazione dei loro rapporti con le arterie nutritizie proprie.
Vi sono pazienti,anche in giovane età,affetti da attacchi ischemici transitori a carico delle strutture della fossa posteriore, i così detti T.I.A. del circolo posteriore (troncoencefalo,cervelletto, nuclei dei nervi cranici e nervi stessi) che per anni vengono studiati alla ricerca di eventi causativi virali, di ‘neurassiti’, di lesioni demielinizzanti, ma che sono in realtà solo portatori di un conflitto del troncoencefalo con una grossa arteria. Si osservano anche sindromi a carico dei tratti di fibre nervose sensitivo – motorie, come ipoestesie o anestesie che coinvolgono una metà del corpo,paresi o paralisi che colpiscono il lato opposto, in modo transitorio, con caratteristiche recidivanti, talora con paresi /paralisi dei nervi cranici dello stesso lato in cui decorre l’arteria, ma anche controlaterali. Queste sindromi del troncoencefalo,normalmente interpretate su una base vascolare, sono causate non dalla insufficienza vascolare vertebro-basilare,non dalla sclerosi multipla o forme demilinizzanti, non da neurassiti virali, ma da un conflitto vascolare.
Le metodiche di risonanza magnetica nucleare di cui si dispone oggi,unitamente allo studio dei vasi in angio-risonanza, fanno ‘vedere’ in modo inequivocabile il conflitto tra arteria e tessuto proprio del tronco (parenchima nervoso),nonché la tipoologia della alterazione anatomica indotta dal vaso sul segmento di tronco interessato.
Riconoscere un conflitto vascolare-troncoenecfalico significa, in presenza di condizioni generali che consentano un intervento di riposizione in senso stretto, di trasposizione vera e propria, in una sede lontana dalla zona di contatto con nervi e tronco, il vaso causa di conflitto, di eliminare quindi il conflitto stesso, alleviando la superficie del tronco dall’effetto compressivo pulsante e deformante del vaso (‘transposition technique’ o ‘dislodging technique’). Viene ripristinata, in altre parole, una congrua disponibilità di spazio attorno all’emergenza dei nervi ed al troncoencefalo stesso, restituendo una funzione nervosa adeguata a queste strutture e magari anche migliorandola o impedendo che vada incontro a recidive dei sintomi. Di certo, agendo sulla causa delle sindromi neurologiche prima elencate, si cerca di impedirne la ricomparsa e la tendenza alla recidiva. L’arteria causa di conflitto viene trasposta nello spazio liquorale, distaccata e tenuta lontana dalla superficie prima compressa del tessuto nervoso, senza ledere eventuali arterie minori (rami perforanti) diretti ad irrorare il tronco stesso o l’emergenza dei nervi.
L’intervento consiste infatti in una decompressione vascolare microchirurgica e la tecnica in genere utilizzata è, come riferito prima, la tecnica di trasposizione.
Questa tecnica prevede di contornare il vaso con una ‘sling’, cioè una fettuccia di materiale plastico, di goretex o altro, ancorandolo con colla biologica od un finissimo punto di seta alla dura madre vicina.
Tale tecnica di retrazione e dislocamento dell’arteria ha il compito e la funzione di tenere nella nuova posizione,sollevato dal tronco, il vaso in questione, liberando quindi gli elementi neurali dalla compressione simil- tumorale,cioè paragonabile a quella data da un tumore, del vaso patologico.


 

A cura del Prof. Angelo Gandolfi,

Docente di Neurochirurgia, Neurologia dei Nervi Cranici*, Chirurgia Otoneurologica*,  Università degli Studi di Parma e Università di Roma Campus Bio-Medico (Scuole di Specializzazione)*

Neurochirurgo ed Otoneurochirurgo presso il
Rome American Hospital (R.A.H.), Roma, Italia
Terapia Microchirurgica dei Conflitti Neurovascolari

Terapia Microchirurgia del Neurinoma dell’Acustico con preservazione dell’Udito, dei Meningiomi della Fossa Posteriore ed A.P.C. etc.

Coordinatore del Programma T.N.E.S. ‘Trigeminal Neuralgia Early Surgery’


Tratto da: http://www.farmasalute.it/Percorsi/neurologia/ipertensione_neurogena.asp

 

Finalmente ho trovato un articolo che pone in correlazione la demielinizzazione tipica di Sclerosi Multipla e patologie degenerative e la Meccanica.

Chi prova a contattare il professore e dirgli dello Sbilanciamento Cranio Mandibolare?

Per contattarlo: http://www.farmasalute.it/approfondimento/conflitti_neurovascolari/contatti.asp

 

Dai....fate qualcosa anche voi che io ne ho già fatte abbastanza....non vi pare?


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 15/09/2008 18.38.03
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Re: Allora le mie "tesi" hanno un fondamento....cari medici!!!
sull'alzheimer ho il copirait
 15/09/2008 18.51.39
User is offlineMaurizio
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Re: Allora le mie "tesi" hanno un fondamento....cari medici!!!

Si ....ma bilanciare un malato di Alzheimer è un'impresa!

Ovvio che bisognerebbe poter bilanciare tutti da giovani e vedere se ci sono poi ancora casi di Alzheimer.

A me interessava questo articolo per avere una ennesima prova della correlazione (anche causalità) "meccanica scheletrica-muscolare"-->demielinizzazione ovvero distruzione o "auto-distruzione" del midollo e della materia cerebrale che si verifica anche nella Sclerosi Multipla o nella SLA.

Sul fatto che lo sbilanciamento provochi compressioni vagali e viscerali è provato ormai.


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